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Cerimonia di Maturità

diciembre 22, 2025 7:55 am Categorizado en: , ,

(Por Jorge Vitali, ex alumno y periodista e Zahira Cassis)

Con arreglos florales por todas partes, nos preparábamos para la última función de nuestra querida G25: su tan ansiada Ceremonia de Graduación. Porque la Piocha tuvo efecto en cuanto siguieran usando su uniforme, y ya hablamos de ese ‘presente’ en el Ultimo Appello transformándose en ‘hasta pronto’, todavía faltaba el capítulo final. Luciendo sus togas y al ritmo de Pompa y Circunstancia, cada alumno recibió su licencia de Enseñanza Media y su medalla de Maturità. Ese mismo reconocimiento que, con nuestra tradicional lupa, simboliza el valor para cada uno de nuestros ahora exalumnos tenga la voluntad de salir a conquistar sus mundos y metas.

Un día lleno de nostalgia, marcado por ese sentimiento de ver a ese amigo por última vez con esa inconfundible águila en el pecho con la que crecieron la gran mayoría hace 14 años. Algunos están desde ese principio, otros se fueron sumando con el tiempo, si bien cada uno llegó en el momento correcto para dejar una marca indeleble en sus pares y quienes los rodearon. Mención para los apoderados que dejan esa rutina de las entrevistas con profesores, ese día libre que debían pedir para venir a cubrir los actos por los que tanto se emplearon en vestir a sus hijos; con una referencia especial para quienes vivieron esa etapa de alumno en esta misma institución.

Con presentaciones en conjunto de nuestro coro de apoderados y alumnos ya son eminencias en la música, pasamos finalmente al momento cúlmine: los profesores jefes se despiden de manera definitiva de sus alumnos.
Y finalmente, después del brillante discurso de Alessandra Mussuto, Premio Gellona 2025, cae la noche en la Scuola, momento donde se abre la puerta a los sueños de estos jóvenes cittadini del mondo. Algunos tomados de las manos de sus hermanos o primos menores, con la tradicional “Fiaccola” acompañan a quienes todavía tienen mucho que recorrer, otros en cambio de manera más metafórica, van junto a su niño interior, ese mismo con el que tienen la importante tarea de no olvidar quienes fueron en un inicio, y principalmente no decepcionar en los siguientes pasos que tomen para aportar en el mundo de los grandes.

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Con le decorazioni floreali ovunque, ci stavamo preparando per l’ultima funzione della nostra amata G25: la tanto attesa cerimonia di laurea. Perché la «Piocha» ha avuto effetto non appena hanno continuato a indossare l’uniforme, e abbiamo già parlato di quel ‘presente’ nell’Ultimo Appello trasformandosi in ‘fino a presto’, mancava ancora il capitolo finale. Indossando le loro toghe e al ritmo di Pompa e Circunstancia, ogni studente ha ricevuto la sua licenza di Istruzione Media e la sua medaglia di Maturità. Questo stesso riconoscimento che, con la nostra tradizionale lente d’ingrandimento, simboleggia il valore per ognuno dei nostri ora ex-alunni avere la volontà di uscire a conquistare i loro mondi e obiettivi.

Una giornata piena di nostalgia, segnata da quella sensazione di vedere quell’amico per l’ultima volta con quell’inconfondibile aquila sul petto con cui la stragrande maggioranza è cresciuta 14 anni fa. Alcuni sono da quel principio, altri si sono aggiunti nel tempo, anche se ognuno è arrivato al momento giusto per lasciare un segno indelebile sui loro pari e su coloro che li hanno circondati. Menzione per i delegati che lasciano la routine delle interviste con gli insegnanti, quel giorno libero che dovevano chiedere per venire a coprire gli atti per cui si sono tanto impegnati a vestire i loro figli; con un riferimento speciale per coloro che hanno vissuto quella tappa di alunno in questa stessa istituzione.

Con presentazioni in comune del nostro coro di delegati e alunni già eminenti nella musica, passiamo finalmente al momento culminante: gli insegnanti capi si congedano in modo definitivo dai loro allievi.
Ed infine, dopo il brillante discorso di Alessandra Mussuto, Premio Gellona 2025, cala la notte alla Scuola, momento in cui si apre la porta ai sogni di questi giovani cittadini del mondo. Alcuni presi dalle mani dei loro fratelli o cugini minori, con la tradizionale «Fiaccola» accompagnano coloro che hanno ancora molto da percorrere, altri invece in modo più metaforico, vanno accanto al loro bambino interiore, quello stesso con cui hanno l’importante compito di non dimenticare chi erano in un primo momento, e soprattutto di non deludere nei prossimi passi che prendono per contribuire al mondo dei grandi.

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